Dieta Mima Digiuno: che cos’è, come funziona, controindicazioni e menù di esempio

Dieta Mima Digiuno: che cos’è, come funziona, controindicazioni e menù di esempio

Novembre 14, 2018 0 Di Redazione
Dieta Mima Digiuno: che cos'è, come funziona, controindicazioni e menù di esempio

Lo specialista Valter Longo, dirigente del dipartimento di gerontologia della University of California, ha dato vita ad un programma nutritivo che basta seguire per un breve periodo durante l’anno al fine di ottenere benefici per quanto concerne l’accrescimento dello stato vitale e agevolare la salute in toto.

Per quanto concerne le proprietà, codesto programma risulta essere ridenominato come Programma alimentare Mima digiuno. L’elevato accaloramento mediatico ottenuto dall’apporto benefico di tale programma alimentare non rivela bastevoli prove in campo scientifico.

Nutrimento e lunga vita della dieta mima digiuno

Il campo scientifico medico odierno da tempo studia il rapporto fra nutrimento e longevità. Non soltanto la famosa indagine sul programma alimentare mediterraneo di Ancel Keys ha confermato benefici, ma vi sono ulteriori che ne testimoniano i benefici di determinati alimenti. Generalmente, gli ultraterreni sono soliti seguire un programma alimentare contenente pasta, legumi, verdure, frutti ed olio evo.

Emma Morano, avente 116 anni, tende ad assimilare prettamente pasta, riso, semolino e minestre a base di verdure. Ciò nonostante risulta l’Isola di Okinawa ad avere il primato più alto per quanto concerne il quantitativo di popolazione con l’età più avanzata e lo stato salutare migliore.

Nell’Isola di Okinawa si tende a consumare prettamente verdura, alghe, goya, tofu, pesce e un basso quantitativo di carne. Un ulteriore fattore alquanto rilevante e peculiare del regime alimentare di tale popolazione risulta la continenza delle calorie; difatti presenta è un modo di dire della zona che rammenta di consumare all’incirca l’80% degli alimenti opportuni per salvaguardare lo stato di salute.

D’altro canto, precedentemente allo specialista Valter Longo, svariati studiosi della ricerca hanno ricavato prestigiosi esiti per quanto concerne l’allungamento dell’età vitale, mediante la continenza delle calorie; contrariamente il Prof. Veronesi insieme all’Istituto Europeo di Oncologia sito a Milano rammenta l’inedia limitata e la continenza delle calorie come punti base del programma alimentare anti-aging.

Indagini ed esiti

Apporto proteico e Prolungamento della vita

Risulta ormai conosciuto che i popoli col tasso di età più alto (ossia gli abitanti dell’Isola di Okinawa, Loma Linda, Sardegna, Calabria, Costa Rica e Grecia) seguono un regime alimentare prettamente vegetariano, con consumazione di un ridotto quantitativo di pesce, carne e ridotti apporti proteici.

Sindrome di Laron e Prolungamento della vita

Le ricerche sono partite dall’analisi dei pazienti aventi la Sindrome di Laron, ossia soggetti alquanto mancanti di recettori per quanto concerne l’ormone somatotropo. Codesti popoli dell’Ecuador, nonostante hanno una crescita ridotta, tendono ad essere in minor misura esposti al pericolo di tumori e diabete mellito di tipo 2.

Lo specialista Valter Longo è stato attirato dalla tipologia di alimenti e dalle abitudini quotidiane di tali popoli, i quali tendono a consumare alimenti fritti e sono abituati a praticare in maniera costante tabacco e alcol.
Successivamente ad anni di indagine soltanto un abitante risulta deceduto a causa del tumore mentre i restanti non hanno presentano nessuna malattia cronica. Qualunque patibolo si è manifestato per moventi naturali al raggiungimento degli 80 anni. Pertanto, il prolungamento della vita dei soggetti affetti da Sindrome di Laron sono connessi alla mancanza dell’azione svolta dall’ormone somatotropo.

Sperimentazione su animali affetti da Sindrome di Laron

Negli studi, gli animali prescelti affetti da Sindrome di Laron contrariamente ad animali privi di patologie, hanno mostrato che:

  • La frequenza percentuale di tumori e malattie croniche risulta più bassa del 50%;
  • Il prolungamento dell’età risulta superiore al 40%;
  • L’elevato mantenimento delle mansioni cognitive;

Successivamente a tali risultati, lo studioso della ricerca ha riorganizzato la medesima condizione metabolico-ormonale per i soggetti non affetti da patologie. Per quest’ultimi, un rimedio naturalistico al fine di condizionare la fuoriuscita di Ormone GH risulta essere la nutrizione, riducendo l’apporto proteico di derivazione animale.

Apporto proteico, Ormone della crescita e prolungamento della vita

La fuoriuscita dell’Ormone della crescita tende ad essere regolamentato dal quantitativo proteico presente all’interno dei cibi. Questo perché attraverso l’incremento dell’apporto proteico di origine animale risulta possibile evidenziare un accrescimento del quantitativo dell’ormone somatotropo.
Adoperando dunque il regime alimentare mima digiuno sugli animali non affetti da patologie si evidenzia un abbassamento del quantitativo di ormone GH ed un accrescimento della “decontaminazione” delle cellule.

Composizione del programma alimentare mima digiuno

Il conseguimento del regime alimentare mima digiuno stimola la pulizia organica abolendo gli apporti negativi causa dell’eccedenza dell’ormone della crescita. Difatti pare che nel momento in cui il soggetto digiuna per tempistiche ridotte, anziché tormentarsi, l’organismo diviene maggiormente resistente abolendo le peculiari patologie. La metodologia tende ad essere dunque capace di conferire al soggetto la nutrizione pur perseverando i medesimi risultati susseguenti all’inedia con la sola consumazione di acqua.

Probabile risultato del programma mima digiuno

  • Salvaguardia e rinascita cellulare;
  • Rimozione e avvicendamento delle cellule deteriorate;

I risultati sono strettamente connessi a qualunque tessuto e complesso, dunque delle difese immunitarie, della muscolatura, epatica, nervosa, ecc..

Risultati sulla Sclerosi Multipla

Le cellule cancerose così come soggetti affetti da sclerosi multipla possono usufruire di tale regime alimentare per ottenere risultati benefici. Difatti, nelle ricerche dello specialista Valter Longo analizzate sulle cavie, qualsiasi sequenza di tale regime risulta capace di deteriorare un costituente autoimmune dannoso, avvicendandolo con una patologia fisiologica. Pertanto, si è evidenziato che il 50% delle cavie hanno ottenuto una riduzione delle sintomatologie connesse alla sclerosi multipla e per il 20% un arretramento totale di tali sintomatologie.

Risultati sulle malattie metaboliche e cardiovascolari, sul Tumore e sul Deterioramento

Una ricerca in ambito clinico ha evidenziato su ben 19 persone che tale regime alimentare ha comportato una tangibile riduzione dei pericoli:

  • Cardiovascolari;
  • Di diabete mellito di tipo 2;
  • Di deterioramento;
  • Di tumore;

Sulle cavie invece, tale regime alimentare risulta capace:

  • Accrescere la longevità nonostante lo stato salutare sia pari all’11%;
  • Riduzione del cancro quasi del 50%;
  • Smezzare componenti causa di infiammazione;
  • Trasformazione favorevole delle azioni cognitive;

Controindicazioni

Susseguentemente agli esiti, lo specialista Valter Longo ha esaminato che un programma alimentare è capace di conferire il medesimo apporto benefico ugualmente nel caso di soggetti che hanno abitudini occidentalizzate ed odierne. Le norme dunque di tale regime alimentare risultano essere:

  1. Nel caso di un regime alimentare abituale, bisogna assimilare prettamente proteine di derivazione vegetale seppur a danno delle proteine di origine animale ricavabili da carne e formaggi. Questo perché esse sono capace di mettere in azione i geni sostenitori dell’accrescimento, del deterioramento e del decadimento;

    NB. Le proteine ricavanti dal pesce non risultano dannose, poichè la consumazione di pesce non tende ad essere connesse alla fuoriuscita di malattie croniche e cancro.

  2. Controllare l’idoneità a tale regime alimentare: in quanto capace di adoperare una successione di risultati come diminuzione ed ingrossamento dei tessuti e degli organi (come fegato e muscoli). Ciò nonostante, tende a non essere accettata da qualsiasi soggetto. Risulta non consigliato a soggetti affetti da diabete insulinico e a soggetti che non hanno prima consultato uno specialista. Inoltre tende ad essere sconsigliato a soggetti affetti da anoressia, soggetti in sottopeso o in fase di crescita. Pertanto, è raccomandabile a soggetti di età compresa fra i 20 ed i 70 anni. Ciò nonostante, risulta opportuno riflettere sul:
    • Peso e indice di Massa Corporea;
    • Pressione sanguigna;
    • Temperatura corporea;
    • Glicemia;
    • Lipemia;
    • Ematocrito;
    • Sideremia ecc;
  3. Regolarmente risulta opportuno seguire per 5 gg un regime alimentare progettato precedentemente. Lo specialista Valter Longo ha selezionato qualsiasi alimento da assimilare durante il decorso dei 5 gg. Tale scatola risulta acquistabile sul mercato mediante Elnutra. Ciò nonostante, risulta concepibile seguire il regime alimentare anche da casa coordinando i cibi presenti in commercio.

Un italiano avente un peso normale e che segue alla lettera il regime alimentare mediterraneo può seguire una sessione di tale programma alimentare massimo 3/4 volte durante l’anno. Contrariamente, una persona in sovrappeso ed avente malattie come iperglicemia, iperlipemie ed ipertensione può eseguire tale regime alimentare massimo 1 volta ogni 30 giorni.

Nonostante il soggetto usufruisca della scatola Elnutra, risulta opportuno chiedere sempre una consultazione medica al fine di ottenere una valutazione dettagliata sul regime alimentare da seguire. Non risulta consigliato ritardare tale regime alimentare al di là della tempistica designata o a interruzione alquanto prossima al periodo in quanto i risultati risulterebbero contrari, come indebolimento, fastidi interni, deterioramento dell’anoressia, ecc..

Tale regime alimentare ha una durata pari ai 5 gg durante il quale l’entrata d’energia si riduce in maniera progressiva. I cibi risultano totalmente di derivazione vegetale e capaci di apportare carboidrati e un basso quantitativo di grassi insaturi.
Riportando la provenienza effettiva del regime:

“Lo schema calorico prevede che il primo giorno si assumano circa 1000 kcal divise tra 34% di carboidrati, 56% di grassi e 10% di proteine.
Nei 4 giorni successivi si scende a 750 kcal, divise tra 47% di carboidrati, 44% di grassi e 9% di proteine.
Un esempio super semplificato del regime da mantenere nei 4 giorni a 750 kcal. potrebbe essere: 400 gR. di zucchine, 300 gR. di cappuccio rosso, 300 gR. di carota, 250 gR. di cipolla, 20 ML. di olio extra vergine d’oliva e 20 gR. di noci.”

Programma alimentare e Chemioterapia

Risulta ottimale ugualmente per la chemioterapia, in quanto lo specialista Valter Longo ha evidenziato che nelle cavie eseguendo tale regime risulta possibile diminuire l’incremento del cancro sino alla completa interruzione.

Tali risultati, ricavati attraverso tale regime o la completa fame, risultano dimostrati nei tumori alla mammella, nel melanoma e nel neuroblastoma. In aggiunta è stata evidenziata la diminuzione degli effetti collaterali, causa della fortificazione cellulare conseguentemente all’appiglio dei prodotti farmacologici nei confronti di tali patologie. Fattore rilevante risulta essere che la fame comporterebbe la fortificazione delle cellule sane e non delle malate che contrariamente disubbidiscono penetrando in apoptosi.

Codesta teoria non presenza ad oggi prove, in quanto la sola ricerca risulta strettamente connessa alla fame bevendo soltanto acqua precedentemente alle 24h e successivamente alle 48h dalla chemioterapia a base di cisplatino. Tale ricerche inoltre peccano del paragone con l’insieme di soggetti che seguono un regime regolare e ciò condiziona in maniera concreta gli effetti benefici.

Regime alimentare mima digiuno e peso

Le ricerche dello specialista Valter Longo non riguardano soltanto l’influenza metabolica a seguito di tale regime alimentare, bensì si focalizzano sui risultati evidenziabili sul peso corporeo. Ancora una volta i topi, sono stati studio ed analisi di tale regime:

  • 1 º gruppo : apporto calorico uguale nel decorso dei 30 giorni;
  • 2 º gruppo: apporto calorico uguale seppur maggiore rispetto al gruppo 1 prima dei 30 gg e susseguentemente a questi per 5 gg hanno eseguito tale regime alimentare;

I risultati dei 2 gruppi hanno evidenziato:

  • Diminuzione del grasso viscerale;
  • Salvaguardia della massa muscolare;
  • Diminuzione delle imprecisioni durante gli esperimenti cognitivi;

Apporto benefico

L’apporto benefico di tale regime alimentare risultano essere:

  • Diminuzione del 50% di formazione di tumori;
  • Differimento dell’età a rischio di patologie e accrescimento del decorso salutare;
  • Accrescimento della percentuale di tumori benigni contrariamente ai tumori maligni;

In aggiunta, i soggetti che hanno precedentemente eseguito tale regime alimentare affermano l’evidenza di:

  1. Diminuzione evidente del peso, specialmente per quanto concerne quanto presente all’interno del tessuto adiposo viscerale;
  2. Accrescimento dei corpi chetonici;
  3. Diminuzione della proteina C reattiva;
  4. Diminuzione dell’accrescimento insulinico;

Susseguentemente alla riattivazione di tale regime alimentare i livelli si sono regolarizzati. Ciò nonostante, successivamente al conseguimento di tale regime per circa 3 settimane i risultati si sono presentati inferiori seppur minimamente paragonabili a quanto ottenuti alla conclusione della dieta.

ATTENZIONE! I risultati posti ai punti 1, 2 e 4 sono da contestare e non prevedono un’interpretazione che risulti indubitabilmente positiva o studiata mediante processi nutrizionali differenti.

Negatività e difficoltà

Mancanza di fondamenta scientifiche

Gli aspetti negativi di tale programma alimentare mima digiuno sono connesse al modesto elenco di ricerche scientifiche sostenitrici degli apporti benefici. Molteplici giornali e servizi televisivi ne assicurano i privilegi salutistici di codesto sistema, seppur realmente siano sprovvisti di prove nell’ambito della scienza. Lo specialista Valter Longo ha analizzato i risultati di tale regime sulla lievitazione ricavando susseguentemente dimostrazioni sui topi da laboratorio. Ciò nonostante, ad oggi, vi è un singolo esercizio editato con soltanto 38 pazienti reclutati. Studiando tale esercizio sono state evidenziate determinate carenze per quanto concerne la selezione del rappresentante, il quale, risulta alquanto generico per quanto concerne la validità dei pazienti reclutati ed i corrispettivi effetti cardiovascolari.

Una carenze risulta rappresentata dalla mancanza di un complesso di ispezione subordinato ad un regime alimentare coincidente per calorie seppur comune per disposizione. Nel caso in cui tale confronto avvenga, presumibilmente si ricaverebbero esiti affini nei corrispettivi complessi; difatti, ragionevolezza e sperimentazione indicano che il restringimento calorico si presenti fondamentale a differenza della formazione dietetica. Vi sono inoltre ricerche scientifiche che evidenziano queste sotto forma di regime aventi un elevato quantitativo proteico, seppur con un ridotto quantitativo calorico e dunque opportune per rigenerare minacce cardiovascolari e di accrescimento della durata di vita. Per esempio, una ricerca sull’etnia dell’Africa occidentale, ha evidenziato un tasso lipidico indicatore del ridotto pericolo di patologie cardiovascolari. Difatti lo specialista Valter Longo in una ricerca svolta nel 2014 sottolinea come un regime alimentare avente un elevato quantitativo di proteine sia connesso contrariamente alla diminuzione dell’influenza di tumore e della percentuale di decessi aventi più di 65 anni.

Mercato

L’uso di determinati articoli in commercio all’interno del programma alimentare mima digiuno incita altre problematicità per quanto concerne l’indifferenza dell’esaltazione mediatica degli apporti benevoli di codesto regime alimentare. Pertanto, risulta opportuno domandarsi se alle spalle di tale efficacia pubblicitaria si maschera una profilo di investigazione mercantile.

Negatività

Le negatività corrispondenti a tale regime alimentare risultano connessi all’applicazione della medesima. Appetenza, crampi, fragilità, astenia, irrascibilità, disidratazione e malessere sono riscontrabili durante il decorso della terapia. Le statistiche sostengono che il maggior numero dei soggetti accusi una diminuzione degli effetti collaterali al raggiungimento del 3º giorno, specialmente per quanto concerne la concentrazione. Tuttavia, l’attività fisica alla muscolatura e la perizia motoria tende ad avvertirne le conseguenze faticosamente.
Pertanto, determinati effetti “benevoli” tendono a mostrarsi come un’arma a doppio taglio:

  • Innanzitutto, l’abbassamento relativo al peso risulta limitato causa della disidratazione e della liberazione delle scorte di glicogeno muscolare ed epatico. Questo perchè, seppur benevolo, tale regime alimentare tende ad essere alquanto spossante, pertanto non deve essere eseguito nel decorso dell’attività fisica;
  • L’accrescimento dei corpi chetonici risulta addebitabile ad un presupposto di ipoglicemia e ossidazione lipidica. Alquanto dannosi, tali presupposti risultano conseguenza di un anabolismo cellulare implicato ed incompiuto. Il sistema nervoso agisce soltanto “mediante zuccheri”, seppur sia capace di usare i corpi chetonici, seppur in quantitativi ristretti. L’eccedenza di corpi chetonici dà vita alla disidratazione così come all’indebolimento renale ed epatico, all’interdizione delle stimolazioni fisiologiche ed insufficiente produttività della psiche;
  • Il GH coopera all’accrescimento e al contraccambio di qualsiasi tessuto organico. I corrispettivi effetti risultano fisiologici e non sono negativi, in quanto le patologie croniche ed il cancro tende ad essere alquanto sporadico. In aggiunta, l’ormone somatotropo tende ad essere costantemente adoperato sotto forma di molecola anti-age i cui esiti benevoli per la rinascita dei tessuti risultano visibili seppur capaci di conferire effetti collaterali. Ciò nonostante, l’eccedenza di cibi di derivazione animale risultano ad oggi evidentemente connessi all’accrescimento di determinate malattie metaboliche e tumorali. Codesta connessione risulta alquanto giovevole per quanto concerne gli alimenti derivanti da carne conservata, ossia insaccati, carni essiccate, fermentate, affumicate e contenenti conservanti al fine di agevolarne la gustosità e la preservazione. Il collegamento, dunque, tra tali alimenti, così come l’ormone somatotropo e le patologie ad esso connesse ad oggi non si presentano totalmente comprensibili.